Festa dell'India

Deepavali (Diwali)

Deepavali (Diwali)

È la festa delle luci, celebrata in tutta l'India. Secondo la leggenda, si onora il ritorno del re leggendario Rama, dopo quattordici anni di esilio, nella città di Ayodhya. È anche il giorno dedicato a Lakhsmi, dea della prosperità e della fortuna. Le luci, lampade di terracotta dette diya, vengono accese intorno e dentro alle case, in strada e sui fiumi (nella foto, sul Gange, a Varanasi) per indicare la strada a Lakhsmi e in ricordo della luminaria che accolse Rama al suo ritorno ad Ayodhia. L'ingresso delle case viene decorato con disegni rangoli di polveri colorate e riso. Nei giorni precedenti, case e negozi vengono lustrati e ripuliti alla perfezione. I commercianti offrono i loro libri mastri alla divinità e dolci a clienti e fornitori; i primi soldi guadagnati durante la giornata vengono conservati per tutto l'anno. Si scambiano doni con gli amici, in particolare oggetti di metallo: gioielli, monete preziose o stoviglie. Si fanno fuochi d'artificio sui tetti delle case e si trascorre la nottata giocando a carte in famiglia o con gli amici.

Holi: La Festa Dei Colori

Holi: La Festa Dei Colori

È la più scenografica di tutte le feste induiste e somiglia per certi aspetti al nostro Carnevale. Perché anche a Holi “ogni scherzo vale” e si annullano le barriere di età, ceto sociale e casta. È dunque sconsigliato celebrarlo in strada, tra gente che non si conosce. La notte precedente la festa vera e propria si accendono grandi falò nelle piazze e ai crocevia, per commemorare l’annientamento della perfida strega Holika da parte del devoto Prahlad. La mattina dopo si scatena una vera e propria battaglia di acqua e polveri colorate (foto sotto, a Nandgaon, vicino Mathura, stato dell’Uttar Pradesh). Si balla nelle strade e nelle case si offrono dolci e liquori alcolici o, per i più tradizionalisti, la bevanda a base di canapa, il bhang. Le signore festeggiano Holi in casa, con amici e parenti, e mai in strada. Nel primo pomeriggio ci si lava, si indossano abiti nuovi e si va al tempio a marcare con le polveri colorate la fronte degli dei.

Baisakhi o Vaisakhi

Baisakhi o Vaisakhi

Si tratta in realtà di un’antica festa del raccolto, festeggiata un po’ ovunque e con diverse modalità, ma che segna anche l’inizio ufficiale dell’anno solare induista. Si festeggia due volte l’anno in Himachal Pradesh, dove la festa è dedicata alla dea Jwalamukhi, e soltanto in aprile in Bihar, dove le celebrazioni sono invece dedicate al Sole. Per gli abitanti del Tamil Nadu, Vaisakh costituisce invece un vero e proprio Capodanno, così come per gli abitanti dello stato settentrionale del Punjab. La festa assume una valenza tutta particolare per gli indiani di religione Sikh, in maggioranza in Punjab, specialmente nella città di Amritsar che ospita il più famoso e maestoso luogo di culto Sikh del mondo: il Tempio d’oro. La festa è stata istituzionalizzata per i Sikh come vera e propria ricorrenza religiosa nel 1567 da Guru Amar Das e continua a rimanere, per tradizione, il giorno in cui ci si riunisce per ricevere le benedizioni del guru. La giornata è dedicata anche al Khalsa, la comunità Sikh, celebrata per la prima volta nel ‘600 da Guru Gobind Singh.

Teej

Teej

Si celebra il terzo giorno di luna crescente del mese lunare di Shravan e segna l'inizio di una lunga stagione di feste. È dedicata in particolare alle figlie della famiglia. Secondo la leggenda, questo è il giorno in cui la dea Parvati, dopo cento anni di penitenza e di ascesi, si unì in matrimonio a Shiva. Per questo motivo, la data è considerata la più propizia per chiedere la benedizione degli dèi sul proprio matrimonio, presente o futuro. Le donne sposate digiunano infatti ventiquattro ore perché i loro mariti abbiano lunga vita, le ragazze invocano la dea affinché venga loro concesso un matrimonio lungo e felice. Si indossano abiti e gioielli nuovi, e le immagini della dea Parvati vengono ridipinte di fresco per l'occasione. In Rajasthan, si portano ancora in processione le statue della dea venerate dalle donne della famiglia reale. Nei cortili dei palazzi e nelle piazze, danzatrici professioniste e ragazze celebrano la festa danzando e cantando anche per tutta la notte.

Ganesh Chaturthi

Ganesh Chaturthi

La festa dura dieci giorni e si conclude con l’immersione in mare delle statue di Ganesh portate a braccia da volontari di ogni quartiere della città (foto sopra, sulla spiaggia di Mumbai). Il grande festeggiato è proprio lui, Ganesh, uno degli dei più amati dell’India, il dio degli inizi, ma anche il signore della conoscenza e il protettore dei bambini. Ha una testa d’elefante, con una sola zanna perché tradizione vuole che sia stato Ganesh, usando una delle sue zanne, a scrivere materialmente il grande poema epico “Mahabarata” sotto dettatura del suo autore. Vengono eretti nelle città e nei villaggi grandi pandal (tendoni) sotto i quali vengono poste gigantesche e decoratissime statue del dio, in onore del quale si canta, si danza e si mangia. Durante la festa, un giorno in particolare viene dedicato all’adorazione del topo, cavalcatura e compagno di Ganesh. In suo onore, i topi del vicinato vengono nutriti con lenticchie bollite. Nei villaggi, la stessa giornata è dedicata al ringraziamento dei buoi che hanno tirato gli aratri: viene loro offerto cibo speciale e vengono fatti riposare tutto il giorno.

Onam

Onam

Si festeggia il ritorno di Mahabali, leggendario re del Kerala che, secondo la tradizione, torna ogni anno in questo periodo a visitare il suo Paese. Stando alla leggenda, il Kerala era così felice che gli dèi divennero invidiosi e, con un trucco, riuscirono a destituire Mahabali. A cui però fu accordato il permesso di tornare ogni anno, una sola volta. È anche un'antica festa del raccolto, il momento del riposo dopo le fatiche dei campi. Lo stato meridionale del Kerala festeggia quindi il nuovo raccolto e il ritorno di Mahabali con quindici giorni di canti, musica, danze e divertimenti. Davanti alle case si disegnano rangoli, decorazioni con riso e polveri colorate. A Trichur si svolge una processione di elefanti, mentre ad Aramulla, sul fiume Pampa, si assiste a una gara di barche magnificamente decorate tra gli equipaggi dei villaggi che costeggiano il fiume (nella foto). Danzatori di Pulikali o Kaduvakali, dipinti di giallo, rosso e verde come tigri, danzano nelle piazze al suono dei tamburi.